Intenzioni e celebrazioni particolari

I Sacramenti

Lettera di don Piercarlo scritta e letta al funerale di Nicolò Galbiati

 

Gesù, mi rivolgo a te in questo momento di grande dolore per la perdita di Nicolò. Solo la certezza della fede in questo momento, può colmare una ferita che sanguinerà per sempre. Tu, in questi giorni di Natale, hai deciso di diventare uomo, come noi e lo sei stato veramente. Tu Gesù sei Dio e uomo insieme,  e noi ci rivolgiamo a te, perchè sei risorto. Te lo affidiamo tutti, la sua famiglia, tutti noi qui presenti. L’hai preso Tu fra le tue braccia e lo diciamo perchè l’unica certezza che noi cristiani abbiamo, è che la morte, qualsiasi morte, non è l’ingresso nel nulla, ma c’è l’eternità, la vita vera. Nicolò è con te: ne siamo certi.

 

Gesù, mi preme molto affidarti i  genitori di Nicolò: Caterina, Massimiliano e la sorella Martina, e con loro tutti i genitori presenti. Siamo tutti frastornati, preoccupati, ci sentiamo spesso impreparati nel condurre i nostri ragazzi, ma dobbiamo andare avanti. Tu Gesù cosa puoi fare per questi genitori? Guarda il loro dolore è troppo grande. Non possono non pensare in questo momento a Maria, tua e nostra Madre. Che bello il giorno del suo SI all’annunciazione. Che gioia ha provato Maria nell’attenderti nel grembo per nove mesi e poi quando sei nato a Betlemme, una gioia grande condivisa da Giuseppe e da tante persone. Ma ben presto il SI detto dalla tua mamma è stato duro. Maria, tua e nostra mamma, ha dovuto vederti crocifisso e morto nelle sue braccia. Un SI duro, ma tua mamma Maria, non ha perso la fede in quel momento. Per questo, tu Gesù, prima di morire, le hai chiesto di diventare anche nostra mamma. In forza di questo, ti voglio chiedere, Gesù di parlare a Maria di quello che è successo a questi genitori, perchè lei, la Madonna può capirli e consolarli. Tu Gesù ci dici che la tua mamma, proprio perchè ti ha perso, ha accettato di essere la mamma di tutti. Vi affido a Maria. Tu ci dici Gesù: chiedete a Lei come si fa nel tempo a non farsi seppellire dal dolore, ma a continuare ad amare i figli, la famiglia… Mia madre Maria vi può aiutare, rivolgetevi a Lei che ha sopportato la mia morte e andate avanti.

 

Caro Gesù, adesso vorrei dirti di guardare tutti questi giovani, amici e coetanei di Nicolò: vorrei dirti che noi come adulti ci sentiamo impotenti davanti a loro. Tu però ci chiedi di fare di questa morte una lezione di vita. Ci chiedi di dire con tanta forza a questi giovani che noi ci siamo. Sì anche noi adulti siamo il segno della tua presenza. Noi adulti vogliamo dire a questi giovani di condividere con noi i loro dolori, i loro problemi, le loro fatiche.  Noi Gesù vorremmo essere come Te, capaci di essere giusti, indulgenti, misericordiosi, capaci di mostrare che vogliamo loro bene. Signore Gesù aiuta questi giovani a non scoraggiarsi mai, a entrare nella vita ogni giorno, sapendo che i problemi ci sono per tutti, ma Tu ci chiedi di camminare insieme.

 

Nicolò per noi, caro Gesù, sarà sempre un giovane, ce lo ricorderemo così. Il tempo passerà e Nicolò resterà sempre un  giovane di 19 anni per noi. Ognuno adesso, nel segreto del suo cuore mandi via per ora la tentazione di avere una risposta a ciò che è accaduto, per ora umanamente parlando una risposta non c’è. Da parte di Gesù, vi invito in questo breve silenzio, a ringraziarLo, per averci donato  Nicolò e soprattutto mettete a fuoco un aspetto della sua personalità e custoditelo nel cuore, elevando al Signore Gesù un particolare ringraziamento. Amen!

Vigano Certosino, 4 gennaio 2020

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