Seconda settimana di Avvento

I Sacramenti

Intenzioni e celebrazioni particolari

II domenica di Pasqua

19 aprile 2020

Riflessione di don Piercarlo

I testi evangelici che abbiamo ascoltato in questi giorni, in questa settimana in Albis ribadivano che la resurrezione di Gesù, non non è il ritorno in vita di un morto ma è il principio di una vita nuova ed è principio di una missione
da compiere.
Con la luce della resurrezione, vorrei ripercorrere la Liturgia della Parola appena proclamata, per evidenziare la missione che oggi noi cristiani siamo chiamati a compiere, per sentirci chiesa di Gesù, chiesa dalle genti.

• Il Vangelo mette in luce un chiesa in difficoltà, scelta e custodita da Gesù come il luogo in cui riconsegnare il dono della sua Pasqua. E’ l’immagine di una chiesa timorosa, impaurita, barricata; una chiesa ripiegata su se stessa, più incline all’autocommiserazione che a
ritrovare il senso e lo slancio della missione. A riprendere il mano il suo cammino è il Maestro, attraverso alcuni passaggi importanti: il suo venire, il suo fermarsi, il suo dire parole di pace e di perdono, il mostrare i segni della passione, l’inviare di nuovo, il donare lo Spirito per la remissione dei peccati. In queste parole e segni si delinea la chiesa del risorto. L’apostolo Tommaso che ci rappresenta fa a Gesù una richiesta, e Lui non rifiuta la richiesta dell’apostolo che è quella di vedere e di toccare i segni della passione. Da questi segni gli apostoli era fuggiti, spaventati. Da questi segni non dovranno avere più paura, ma farli diventare la certezza dell’amore fedele del maestro, il contenuto della loro testimonianza, il segreto della loro forza.

• Negli Atti, Luca ci presenta l’immagine di una chiesa luminosa ed affascinante. Attraverso la testimonianza franca di Pietro e di Giovanni emerge il volto di una chiesa libera e forte dello Spirito, sia nelle parole che nei gesti, espressi con coraggio nel nome di Gesù; una chiesa che non può tacere quello che ha visto e ascoltato

• Paolo, nella lettera ai Colossesi ci offre l’immagine di una chiesa impegnata a custodire con forza tutta la novità e la forza dalla Pasqua di Gesù.
Lasciamo che queste tre testimonianze ( discepoli, in modo particolare Tommaso, Pietro e Giovanni e l’Apostolo Paolo ) interpellino il nostro modo di essere chiesa del Risorto, chiesa dalle genti.
Facciamo si che la nostra comunità, – per la quale non è meno forte la tentazione di chiudersi, di ripiegarsi, accontentandosi di vissuti consolidati, di sentirsi in soggezione di fronte al dilagare di una cultura lontana dai valori del Vangelo, ma chiamati a stringere alleanze di bene con tutti quelli che vogliono fare del bene -, lasci entrare la gioia della vita nuova e scommettiamo sulla forza della Parola della Croce e sulla novità della Pasqua di Gesù. Amen!

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