Seconda settimana di Avvento

I Sacramenti

Intenzioni e celebrazioni particolari

III domenica di Pasqua

25/26 aprile 2020
don Piercarlo

Per un cristiano, la Pasqua è vita, è gioia. Per un cristiano la Pasqua non è un appuntamento annuale, ma è una certezza che da fiducia e speranza a tutta la nostra vita ed avvolge i nostri affetti, sentimenti e il tempo, rendendo gioiosa la nostra vocazione. Direi con la Pasqua, la nostra vita cambia interiormente ma anche esteriormente. Interiormente perchè c’è la conversione del cuore, perchè la vita nuova del risorto è parte di noi. Questa conversione ci predispone a credere in Gesù. Esteriormente perchè siamo chiamati a testimoniare, siamo mandati come figli del Dio risorto e vivo, a dire una parola di speranza, a compiere gesti di pace. Ecco perchè la Pasqua è gioia, è vita.

C’è il rischio che la gioia potrebbe essere cambiata in euforia … La gioia consegnataci da Gesù risorto rende più sicuri i nostri passi ed apre i nostri orizzonti ad una speranza immensa. E’ una gioia, quella donataci dal risorto che ha un futuro, ha un progetto.

Ecco perchè Giovanni nel Vangelo, ci aiuta a capire che Gesù è l’Agnello di Dio sacrificato sulla croce; è il figlio di Dio fatto uomo per la nostra salvezza; non solo Gesù cambia il nostro cuore ma lo battezza nello Spirito Santo.

Interessate è questo andare di Gesù verso Giovanni: “Vedendo il Signore Gesù venire verso di lui disse..”; interessante è la presentazione che Giovani fa di Gesù: “Ecco l’Agnello di Dio, colui che toglie i peccati del mondo”; interessante è la sua confessione: “Io non lo conoscevo, io sono venuto a battezzare con l’acqua perchè Egli fosse manifestato ad Israele”.

Giovanni ci sta aiutando a leggere le scritture e trovare in Gesù la promessa del Padre. Dio si è servito di Giovanni per preparare la venuta di suo Figlio, però Giovanni ci aiuta anche a leggere il dopo: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo. Io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio”. Il dopo siamo noi; noi invitati a rivivere l’esperienza dell’incontro con Gesù risorto, a condividerla, a far si che questa esperienza contagi l’umanità con il bene. Mi chiedo: Chi regge il mondo? Quali persone reggono le sorti dell’umanità? Chi è colui che indica l’orizzonte dove poter far convergere i nostri sguardi? Chi ci salva?

Giovanni ci dice: io ho visto venire verso di me l’Agnello di Dio, colui che salva, colui che trasforma il male in bene, colui che ha vinto la morte.

Un operatore sanitario qualche giorno fa mi diceva: “Nei mesi scorsi, nelle settimane della grande emergenza, al mattino, quando entravo nelle camere dell’ospedale, oltre che guardare i malati, i colleghi, le cartelle cliniche, buttavo con frequenza gli occhi sul Crocefisso che grazie a Dio è appeso in ogni camera del mio ospedale. Mai fatto questo gesto, nella mia lunga carriera; l’occhio solo sul malato, mai sul Crocefisso. Però da quel crocefisso ho trovato la forza di lavorare ininterrottamente; ho rafforzato la mia vocazione, ho trovato parole giuste per poter consolare, cercando di rendere concreto quell’augurio che noi italiani ci facciamo: tutto andrà bene.

Il salmo proclamato (106) dice: “ Vedano i giusti e ne gioiscano, e ogni malvagio chiuda la bocca. Chi è saggio osservi queste cose e comprenderà l’amore del Signore.!” Il Signore ci chiede di diventare giusti e saggi per accogliere la sua bontà. A noi è chiesto di fissare gli occhi e il cuore sull’Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo. Amen!

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